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La storia attraverso Musei e collezioni permanenti

La Via Julia Augusta

Paluzza è posta lungo l’antica pista carovaniera che dal Mediterraneo conduceva al Baltico fin dall’Età del bronzo (via dell’ambra).

La strada via Julia Augusta è documentata dall' "Itinerarium Antonini" risalente la periodo 138-161 d.C. e che la descrive come la più breve con partenza da Aquileia ed arrivo a Veldidena, nei pressi di Innsbruck. Seguendo le indicazioni fornite sono emersi numerosi reperti archeologici che hanno permesso di ricostruire fedelmente il tracciato.

I rapporti commerciali con il Norico furono intensi: si esportavano olio, vino, ostriche, oggettistica in vetro e si importavano ferro, pelli e bestiame. Con le incursioni dei Quadi e dei Marcomanni la strada venne fortificata in diversi punti tra cui Casteons.

La via non venne trascurata nemmeno nel periodo di dominio longobardo dal 568 al 776 d.C. ed in quello frnaco fino asl 899 d. C. data la sua importanza strategico-militare.

I percorsi furono variati nel tempo per evitare ponti, tratti con troppo dislivello, abbreviare il tragitto ed evitare pericoli vari.

Del periodo romano ci restano tre iscrizioni rupestri nel tratto da Timau al Passo di Monte Croce Carnico, tutte poste alla fine dei tratti stradali di cui ricordano la costruzione:

- l'iscrizione "Valentinianus" la più recente situata sotto la casa cantoniera in quella che era denominata località Mercato Vecchio;

- la "Respectus" del 157 d. C. che si trova a sinistra del Passo Monte Croce Carnico;

- la "Hermias" del III secolo dopo Cristo, posta all'incirca 30 mt sopra la precedente.

Le case storiche

Ben 24 sono gli edifici storici individuati nel nostro territorio comunale tra case, chiese ed altre costruzioni, delle più svariate epoche e ben segnalate da apposite targhe sugli edifici stessi, oltre alla planimetria con i tempi di percorrenza ed una breve descrizione  nel tabellone affisso sotto il portico dell'edificio municipale.

Così scriveva Benigno Morassi nel libretto "Paluzza e il suo cantone - notizie popolari in occasione del XIII Congresso della Società pro montibus et sylvis - 28 giungo 1925, in cui delineava quel fiorente periodo: "... Studiando la storia dei nostri paesi, si vede il buio per tutto il quattrocento, si vede un risveglio nel cinquecento e il massimo fiorire nel seicento. Nel seicento i nostri si erano affermati bravi in molte arti o mestieri e ogni paese aveva delle famiglie divenute facoltose col commercio e coll'industria..... Nel settecento troviamo in generale un ristagno....Dopo la caduta della repubblica veneta un turbinio di vicende avvolse nell'ottocento anche la Carnia e così l'Alto Bût...."

 

foto di Carlo Cimenti

La Torre Moscarda “Torate”

Importante baluardo di difesa lungo la via che fin dai tempi remoti conduceva ai passi oltralpini la Torre Moscarda, detta la Torate, è quanto resta di un complesso sistema difensivo e doganale posto in località Enfretors (tra le due torri). Il toponimo ricorda le due torri (quella della riva destra è stata distrutta nel 1840), situate sulle rive opposte del torrente Bût, dove la valle si restringe e dunque diveniva più facile sbarrare la strada che porta al Passo di Monte Croce Carnico, importante valico praticato fin dall’antichità, come attestano le iscrizioni romane conservate nei suoi pressi.
Costruita a metà del 1200 dal Patriarca Gregorio di Montelongo su preesistenze romane e restaurata dal Patriarca Raimondo della Torre, fu successivamente mantenuta in efficienza in vista della difesa contro l’Austria. La Torate, più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, è stata recentemente oggetto di un sensibile intervento di restauro e recupero architettonico, con destinazione finale, nell’area complessiva del parco del Monte Coglians, quale museo del territorio con annesso orto botanico.
Al suo interno, composto da un piano terra, primo e secondo piano adibiti a sale espositive, sono collocati pannelli illustrativi-didattici.
Per ulteriori informazioni o prenotare visite nel periodo estivo contattare l'ufficio anagrafe del Comune di Paluzza 0433 775143.

Mostra permanente "Ex Latteria di Cleulis"

La mostra permanente dell'ex latteria di Cleulis trova sede nell'edificio della ex Latteria Sociale Turnaria del paese, la cui attività avviata nel 1904 è cessata a metà del secolo scorso.

L'Associazione Culturale "Latteria Sociale di Cleulis", proprietaria della struttura, a partire dal 2010 ha lavorato per ripristinare il piano terra degli ex locali della latteria, compresa l'attrezzatura adibita alla raccolta e pesatura, registrazione, cottura e trasformazione del latte in prodotti caseari. Entrando ora nell'edificio sembra che il tempo si sia fermato, molto della struttura originaria e dell'attrezzatura è stato conservato rendendo questa esposizione una testimonianza reale della modalità di gestione del latte semplice, economica ed adatta alla produzione casearia di piccola scala tipica del territorio carnico fino alla prima metà del '900. Diversi sono gli oggetti esposti, anche legati alla fienagione, che le famiglie del paese hanno donato.

Aperta ogni domenica dalle 10.30 alle 12.00 o su prenotazione contattando l'ufficio anagrafe comunale 0433/775143.

Museo della Grande Guerra 1915-1918

Il museo, gestito dall’Associazione Amici delle Alpi Carniche e con il patrocino del Comune di Paluzza, consiste in una vasta raccolta di cimeli bellici italo-austriaci, reperiti quasi totalmente sui monti circostanti Timau: Cresta Verde, Cellon, Pal Piccolo, Freikofel, Pal Grande. Contiene circa un migliaio di documenti e immagini fotografiche inedite che testimoniano le drammatiche vicende della Grande Guerra sulla linea del fronte denominato “La Zona Carnia”.
Tra i reperti più interessanti figurano: una cannone “Skoda” calibro 75/13 del 1915, grossi proiettili di artiglieria italo-austriaci, una palla di cannone da 145 kg abbandonata a Timau dall’esercito napoleonico, un supporto per fucile a specchi per i tiratori scelti austriaci, una corazzatura metallica per “Arditi”, un’ogiva di proiettile austriaco cal.420 del peso di 400 kg, una mitragliatrice austro-ungarica, una piastra di mortaio italiana da 200 kg, una bombarda di medio calibro, ricche raccolte di decorazioni, monete, francobolli, lettere e cartoline d’epoca.

Info& Orari

Ottobre: sabato e domenica
9.00-12.00 / 14.00-18.00
Chiuso da novembre a maggio.
Sabato Santo, Pasqua e Pasquetta: 9.00-12.00 / 14.00-18.00.
Periodo estivo:
Giugno: sabato e domenica
9.00-12.00 / 14.00-18.00
Luglio e settembre: da martedì a venerdì
14.30-18.30;
sabato e festivi
9.00-12.00 / 14.30-18.30
Agosto: tutti i giorni
9.00-12.00 / 15.00-19.00
Per informazioni tel. 0433/779168 – 779292
Ingresso: 3 euro. Gratis per le scolaresche. Sconto per i gruppi con più di 30 persone.
Accessibile ai disabili.
Previo preavviso, sono ammesse visite di gruppo anche fuori dei periodi e orari stabiliti.

La Segheria Veneziana "Siê da Fuce"

Timau/Tischlbong

Nelle stesse sale sono esposti i costumi e gli attrezzi d’uso comune della popolazione di Tischlbong, isola linguistica di parlata tedesca risalente al XII secolo. L’insediamento primitivo, nelle vicinanze del luogo ove si trova oggi, è stato fondato da minatori che lavoravano nelle miniere di rame e d’argento sul Pal Piccolo, Pal Grande e sulla locale Creta. La storia iniziale si perde nella notte dei tempi, ma la desinenza “wang” sta a indicare – da quanto risulta dallo studio della toponomastica – che la località dovrebbe essere stata fondata prima del 1100 da minatori provenienti dal Gailtal in Carinzia.

 

foto di Laura Plozner van Ganz

Il Museo all’aperto della guerra in montagna 1915/18

Nel corso della guerra 1915/18 i dintorni del Passo di Monte Croce Carnico furono uno dei tratti del fronte più tormentati. Le poderose opere fortificate di prima linea dei due schieramenti avversi, che in vetta al Pal Piccolo distavano solo poche decine di metri, sono ancora ben visibili. Una parte di tali opere al Passo di Monte Croce Carnico e sul Pal Piccolo sono state restaurate per merito dell’Associazione austriaca Dolomitenfreunden, e costituiscono l’ideale integrazione alla visita dei musei di Timau e di Kötschach-Mauthen. L’ingresso è gratuito, consigliamo di effettuare l’escursione solo dalla tarda primavera all’autunno. Analoga realizzazione è in atto sul Freikofel e Pal Grande da parte dell’Associazione Amici Alpi Carniche con sede a Timau.

Il Tempio Ossario di Timau

L’opera di trasformazione dell’antico Santuario del Cristo, distrutto dalla guerra 1915/18, in Tempio Ossario fu completata negli anni 1936/1937. Venne inaugurato nel novembre 1937 e consacrato nel maggio 1939.
All’interno e all’esterno del Tempio vi sono custodite le spoglie di 1764 caduti provenienti dal Fronte dell’Alto Bût e dintorni. Delle 1764 salme 1466 sono note e 298 ignote (vi sono compresi 73 austroungarici di cui solo 8 noti).
All’interno si possono ammirare i mosaici di Fred Pittino, le figure del fante e del crocifisso di G. Castiglioni, le pitture realizzate da Vanni Rossi e Giovanni Pellis, nonché il dipinto della “Madonna della Neve”, opera del pittore Fragiacomo di Venezia, realizzata nel 1916 per la cappelletta del Pal Grande voluta da Don Janes e dal Ten. Col. Ugo Pizzarello, cappellano e comandante del Btg. “Tolmezzo”.

Orario:
1°-15 giugno: sabato e domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00
16-30 giugno: martedì-venerdì 15.00-18.00, sabato e domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00
1°-13 luglio: martedì-venerdì 15.00-18.00, sabato e domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00
14-31 luglio: martedì-domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00
1°-31 agosto: tutti i giorni 10.00-12.00 / 15.00-18.00
1°-14 settembre: sabato e domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00
15-30 settembre: sabato e domenica 14.00-17.00
1°-31 ottobre: sabato e domenica apertura su prenotazione per soli gruppi organizzati
1° novembre: 08.00-11.00