Italian

Le frazioni

    CLEULIS

    La frazione, che sorge a nord dell'abitato di Paluzza, è posta a 905 metri s.l.m, alle falde del monte Zoufplan ed è raggiugibile dalla Stada Statale 52 Bis.

    Paese natale di Amato Matiz detto "Pakai", apprezzato suonatore di fisarmonica, in onore del quale si tiene l'annuale concorso per fisarmonicisti. Nella parte alta del paese da vedere l'antico lavatoio e la chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Osvaldo Re, in cui troneggia il grande organo e le due grandi tele ai lati dell'abside dedicate alla "partenza dell'emigrante" e alle "portatrici carniche". In contemporanea con le solenni celebrazioni religiose per la festa del Santo Patrono il 5 agosto, si svolge nei pressi del bar Pakai l'annuale Sagra dei Cjalsons.

     

    NAUNINA

    La frazione sorge  in una posizione panoramica rispetto all'abitato di Paluzza ed è raggiungibile tramite strade comunali interne.

    Data la sua posizione rialzata è una delle zone più soleggiate di Paluzza e da cui si può godere di alcune delle migliori viste dell'alta Valle del Bût.

     

    RIVO

    La frazione sorge a sud dell'abitato di Paluzza ed è raggiugibile dalla Stada Statale 52 Bis.

    Il nome Rivo (ruscello, in carnico) deriva dalla propria posizione geografica perché il paese è delimitato a nord dal "Riu di Gjambe", a sud dal "Riu di Cente" ed è attraversato dal "Riu Bajarz". Data la ricchezza d'acqua della zona, agli abitanti è stato affibbiato il nomignolo di "Crots" (rane, in carnico) in chiaro riferimento alle molte rane presenti dai tempi passati.


    TIMAU 

    Proseguendo da Paluzza lungo la Stada Statale 52 bis si arriva nella frazione di Timau posta a 832 metri s.l.m. ai piedi della maestosa parete rocciosa della Creta di Timau e del Gamspitz. La frazione è ricca sia di siti di interesse storico artistico sia di luoghi immersi nel verde dove praticare attività sportiva.

    Nel corso dei secoli la comunità di Timau ha legato la propria identità storica alla parlata locale, appartenente alla famiglia dei dialetti sud-bavaresi, di tipo carinziano. Si tratta di una lingua risalente alla fine del XIII secolo che fino agli anni Cinquanta ha rappresentato il mezzo di comunicazione e di interrelazione privilegiato dagli abitanti della comunità che, tuttavia, non sono rimasti insensibili al contatto con il contesto linguistico romanzo circostante. Successivamente l'influenza del friulano e soprattutto dell'italiano ha ridimensionato l'utilizzo del timavese.
    Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.taicinvriaul.org oppure il sito www.timau.it